Gli italiani e i prodotti surgelati
L’iniziale diffidenza degli italiani verso i cibi surgelati è ormai solo un ricordo: oggi siamo disponibili ad acquistarne non solo per la praticità di conservazione e preparazione, ma per le crescenti esigenze salutiste che il settore dei surgelati tiene sempre più in considerazione.
Il progressivo miglioramento delle tecniche di raffreddamento e una più stretta sorveglianza sul rispetto della catena del freddo sono in grado di garantire, al giorno d’oggi, una buona conservazione dei principi nutritivi e molte ricette sono state rivisitate per ridurre tenore di grassi e di sale senza rinunciare al gusto.
In cima alle preferenze negli acquisti degli italiani si collocano le verdure surgelate, con il 43% di market share, che riempiono i carrelli dei supermercati sottoforma di zuppe, minestroni, contorni misti surgelati. Seguono le patate con un 13% di market share; stabili i prodotti ittici, insidiati dalle frequenti possibilità di reperire pesce fresco a prezzi convenienti, ottimi i segmenti in ascesa delle carni bianche (+16%), delle pizze e degli snack (+3,9). Qualche diffidenza c’è ancora nell’acquisto dei piatti pronti, che nel nostro paese risentono troppo della concorrenza dei piatti freschi, e della buona cucina radicata e accessibile in ogni angolo della penisola.
Per quanto riguarda gli imballaggi, si evidenzia la presenza di più tipologie di: sacchetto di plastica associato ad astuccio di cartoncino (per esempio nel caso di torte o pizze), sacco di poliaccoppiato flessibile (come avviene per le verdure), vaschetta di plastica o alluminio con un involucro di film plastico e astuccio di cartoncino (ne sono un esempio molti piatti pronti), e le classiche vaschette di plastica per i gelati.
I surgelati (ed in generali tutti i prodotti preconfezionati) come segno dei tempi: una spia che segnala il cambiamento nelle abitudini alimentari e nello stile di vita del Belpaese. Staremo a vedere.
Gabriele Dandolo
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