Transfer di linguaggi: tecnologia e cosmesi

maggio 7, 2009 · Archiviato in design, packaging 

makeup

La cosmesi è da sempre un settore estremamente attento al design esterno del prodotto, alla sua estetica, e ai linguaggi formali veicolati da quest’ultimo. Il marchio Debby, linea giovanile nata da una costola del consolidato universo cosmetico di Deborah (una italiana che viaggia sui 100 milioni di euro di fatturato all’anno), ha deciso per ciò una rivisitazione del confezionamento, allo scopo di rilanciare la propria linea cosmetica per le più giovani. Le consumatrici alle prime armi di trucco e parrucco rappresentano il target che ha spinto la nuova identità di marca e di prodotto (curata dallo studio total tool) verso nuovi linguaggi. Ovvero quelli dei nuovi materiali, dell’informatica, della tecnologia, più vicini e familiari per le teen-ager in questione. Ci si è ispirati fortemente all’universo dei cellulari, dei riproduttori musicali, delle piccole fotocamere digitali: forme lucide e quasi laccate, linee rigide, giochi di texture, una migliore ergonomia del prodotto come accade per i telecomandi, i lettori mp3 o i palmari. Anche i colori riprendono quelli dell’hi- tech: forti, artificiali, laccati. Il caso del marchio Debby è un esempio di come ci si avvicini sempre di più al target di riferimento anche nel packaging e nella presentazione del prodotto, e di come si citino tra loro famiglie di materiali e prodotti differenti, magari accomunati dall’attenzione per uno specifico settore di mercato (in questo caso quello dei giovanissimi).

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