Verso un packaging minimalista?

maggio 29, 2009 · Archiviato in design, packaging 

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“Less is more” diceva Mies Van der Rohe negli anni 20. Una rivendicazione provocante che incarnava un design dallo stile molto pulito.
Questa tendenza potrebbe essere ritornata ed essere appannaggio delle marche alla ricerca di semplicità ed autenticità: un ritorno alle loro radici o la volontà di andare all’essenziale. Basta guardare, come sempre, le grandi marche inglesi o americane per rendersene conto: Coca-cola, starbucks, Gu…
All’inizio degli anni 2000, la concorrenza globale da una parte e le aspettative in materia di sicurezza alimentare dall’altra, hanno obbligato le marche a riempire di comunicazione i loro packaging. C’era bisogno di atteggiarsi con un massimo di effetti visuali (essenzialmente di natura informatica) e allo stesso tempo dare al consumatore un numero consistente di promesse e rassicurazioni. Il risultato è stato quello di esagerare con le linee e i colori forzando all’estremo e rendendo tutto più difficile per il consumatore.
In questo contesto la soluzione potrebbe essere il ritorno all’essenziale? Ritrovare i valori fondamentali della marque, la sua ragione d’essere e la sua principale promessa d’acquisto. Questo non deve significare semplicemente semplificare il packaging ma dare la possibilità di identificare la marca attraverso i suoi simboli più forti. Un esercizio molto complicato che ha bisogno di idee chiare.

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