Packagin “morale”.
Noi adulti siamo ormai abituati, e quindi non facciamo più caso (forse), alla ormai nota consuetudine delle aziende di accostare i propri prodotti al sesso. Dapprima la pubblicità si è prestata a questa “unione”, adesso è l’ora del packaging. Un modo per attirare l’attenzione e di divertire, ma cosa succede se chi deve usufruire del prodotto non è un adulto ma un bambino?


