Il CD rilascia 65% emissioni CO2 in più rispetto a MP3.
Produrre e smaltire un cd provocherebbe il rilascio del 65% in più di anidride carbonica rispetto al supporto digitale Mp3. A sostenerlo e’ uno studio condotto da tre ricercatori americani, il primo a confrontare direttamente l’impatto su energia e gas ad effetto serra di chi scarica musica in formato Mp3 e chi compra i cd ed è stata ripresa dal Guardian.
Secondo i ricercatori, anche paragonando la peggiore performance nello scaricare Mp3 con la migliore condizione di acquisto di un cd, in cui l’acquirente si reca a piedi in negozio, il risultato e’ a vantaggio del supporto Mp3, a meno che gli album non siano scaricati con connessioni particolarmente lente e ci vogliano più di cinque ore per il processo. Inoltre, disperdere i cd nell’ambiente non e’, in ogni caso, ecosostenibile. Nonostante nel 2003 sia stata studiata l’idea di creare un cd biodegradabile a base di amido di mais, infatti, il successo del supporto Mp3 ha ‘congelato’ queste ricerche. Ma i cd continuano ad essere prodotti e venduti. E’ vero che non sono fatti di polivinilcloride, come i più vecchi lp, ma i policarbonati usati per i cd sono ancora fusi con l’alluminio e diversi solventi ad alto impatto ambientale, senza considerare la plastica usata per le custodie, che da sole, se rimosse, consentirebbero di ridurre del 95% le emissioni che l’industria discografica produce per il packaging.
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