Torna l’acqua in brocca.

gennaio 14, 2010 · Archiviato in Iniziative e progetti, packaging 

Torna l’acqua in brocca.Controtendenza. Questa è la parola “chiave” di un progetto che vede coinvolti insieme Altraeconomia e Legambiente e che si rivolge a tutti i locali pubblici d’Italia. L’iniziativa si chiama Imbrocchiamola e sta riscuotendo successo tra molti locali di Milano anche se in ritardo rispetto a quelli di Parigi e New York. L’obiettivo è riabilitare da un punto di vista sociale il consumo di acqua del rubinetto.

 Posto che la qualità, la sicurezza e le proprietà benefiche non sono assolutamente lontane o minori da quelle delle principali acque minerali in commercio nei nostri supermercati, quello che è difficile da modificare è un comportamento che si è andato consolidando nel tempo e che ha declassato l’acqua in brocca ad un livello “sociale” inferiore.

I dati economici dimostrano quest’andamento: dal 1985 al 2000 è salita da 2.350.000 litri all’anno a 10.300.000 litri annui la produzione di acque minerali.

Un business che cresce. Nel 2003 è record con consumi che salgono a 12 milioni di litri e una distribuzione geografica quasi compatta: gli italiani che bevono la minerale sono 31% al nord-ovest, nord-est 18%, centro 22%, sud ed isole 29%. Ma il dato sconcertante è che negli ultimi 20 anni (fino al 2004) la produzione è aumentata del 400% e i consumi sono passati da 47 a 188 litri pro capite.

Sta di fatto che adesso un po’ per la moda in controtendenza un po’ per l’aumentata sensibilità ambientale l’acqua in brocca si sta riscoprendo buona, non solo per “straccioni” con benefici per l’ambiente e per le tasche. Evviva la controtendenza!

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